MARIA
GOMIERATO
SINDACO

LAVORO

Il lavoro

Industria, Artigianato, Agricoltura, Servizi, Commercio e Finanza

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Oltre 4000 attività, oltre 16.000 addetti: un tessuto economico che va salvaguardato

Occupazione e disoccupazione sono i temi all’ordine del giorno in questo anno di emergenza sanitaria: la vera priorità a partire dall’autunno. Castelfranco ha per tradizione una presenza importante nella filiera industria-artigianato, nel territorio ci sono piccole medie imprese internazionalizzate che hanno dimostrato una buona tenuta anche dopo la grande crisi del 2007-2008, ci sono attività agricole legate alla filiera agro-alimentare, ci sono servizi alle imprese e alle persone che si rivolgono a un’area che va oltre i confini del territorio comunale; ci sono esperienze solide di cooperazione.

Una realtà poliedrica che spesso ha resistito e si è adattata con maggiore flessibilità di altre alle crisi economiche che hanno investito il Paese.
Associazioni di categoria, parti sociali e operatori sono però – questa volta – soggetti da coinvolgere e ascoltare sistematicamente, con un filo diretto, poiché l’emergenza sanitaria presenta scenari problematici, con risvolti sul piano economico e sociale da valutare e da affrontare tutti insieme, intorno a un “tavolo”, con strumenti nuovi e creativi.

C’è sicuramente il desiderio di lasciarsi alle spalle un periodo di restrizioni e di limitazione della libertà, tuttavia questo Covid-19 sta lasciando un’economia e una società provate e differenti. C’è il tema dei mercati che anche a livello internazionale stanno soffrendo dal momento che la pandemia non sta abbandonando il pianeta, si dovrà ricostruire fiducia fra le persone, nel lavoro e nel futuro. Le nostre realtà economiche avranno bisogno di un sostegno anche da parte dell’Amministrazione pubblica. Dovremo essere capaci di recuperare relazioni e interazioni, offrire ascolto ma anche opportunità concrete di affiancamento con strumenti nuovi e non con sussidi o aiuti occasionali. Il Comune dovrà e potrà fare la sua parte offrendo professionalità e supporto. Per non lasciare indietro nessuno.

La “Demografia d’impresa” in Provincia di Treviso, a fine 2019 registra oltre 79.000 unità locali attive con circa 315.000 addetti e la presenza di 156 start-up su un totale del Veneto di 892. A Castelfranco Veneto le unità attive sui settori agricoltura, manifatturiero, costruzioni, commercio, servizi alle imprese e servizi alle persone nello stesso periodo risultavano oltre 4000 con quasi 16.500 addetti. Da sottolineare le 270 imprese giovanili con oltre 800 addetti e le 660 imprese femminili con quasi 2500 addetti.

Quello del lavoro femminile è un grande tema di questi anni, appare sempre nei momenti cruciali e ai tavoli dei dibattiti ma concretamente azioni legislative forti non se ne sono ancora viste. C’è stata la dimostrazione di una certa attenzione con i congedi parentali obbligatori per i papà e la garanzia delle “quote rosa” nei consigli di amministrazione delle Società quotate in Borsa. Ma la carenza di servizi all’infanzia e il ruolo di supplenza affidato alle donne nei momenti di difficoltà per la società – come nel periodo Covid con le scuole chiuse – dimostra che le lacune sono ancora molte. Il fenomeno delle “culle vuote”, con il sorpasso dei morti sui nati in tutto il Paese, è la dimostrazione evidente che molto resta ancora da fare. Anche una Amministrazione comunale può fare al sua parte e può dimostrare, con un aumento dei servizi all’infanzia e dei percorsi di informazione e facilitazione dedicati, che le donne possono essere il grande valore aggiunto di questi anni di resistenza e di ripartenza.

 

Gli strumenti

Con quali strumenti si potrà operare? Sarà utile restare ben collegati alle Associazioni di categoria e alle imprese per verificare la tenuta di questo sistema, le eventuali criticità, i punti di forza da valorizzare e i punti di debolezza da correggere. Saranno utili le professionalità presenti in Comune e la loro esperienza ma sarà utile anche una mappatura delle professionalità e competenze che ci sono nel territorio.

Se ci sarà bisogno di un maggiore sostegno e ascolto, si potrà fare ricorso anche a un loro intervento poiché, con la generosità dei volontari che abbiamo visto dispiegarsi a supporto del sistema socio-assistenziale durante la fase più critica della pandemia, si troveranno anche professionalità disponibili a mettersi al servizio della comunità su questo diverso ma fondamentale terreno. Questo per offrire al cittadino, persona fisica o impresa, una collaborazione che sia percepita come “qualificata” e capace di offrire un vero contributo di idee e suggerimenti; per affiancarli su sportelli o tavoli di lavoro per aiutarli ad analizzare, programmare, pianificare ed elaborare proposte o progetti.

Sarà importante avere un quadro preciso delle attività produttive, di servizi e commerciali esistenti sul territorio dopo questa stagione di chiusure e distanziamenti, al fine di poter realizzare, di concerto con le Associazioni di categoria e gli operatori, una valutazione della situazione e del supporto che il Comune potrà offrire anche con i nuovi strumenti che gli interventi legislativi straordinari previsti a livello nazionale ed Europeo potranno consentire.

Al Comune spesso ci si rivolge per chiedere aiuti sul piano economico: non si sa ancora con precisione di quali risorse extra budget potrà disporre l’amministrazione pubblica, forse grandi finanziamenti non ce ne saranno, ma potranno esserci idee, strutture, luoghi messi a disposizione per agevolare le attività produttive oltre che interventi sulla tassazione locale; oggi si parla soprattutto di plateatici, piazze, marciapiedi, strade, parcheggi, ma il ragionamento deve essere più ampio. Nel momento in cui un cittadino si rivolge all’Amministrazione comunale, il Comune può offrire persone, strutture, collegamenti, relazioni, contatti. Anche spazi per chi potrebbe lavorare in smart-working ma non ha strumenti per farlo da casa.

Con monitoraggio e affiancamento sarà possibile costruire un sistema di dialogo ed interscambio informativo tra tutti i settori portanti del nostro tessuto economico, stimolando collaborazioni tra i settori stessi, agevolando attività formative comuni su temi strategici ed evidenziando, nel contempo, in quali settori del nostro territorio esistano possibilità di investimento e di conseguente sviluppo occupazionale.

Il nostro ruolo dovrà essere quello dei “facilitatori” che promuovono e stimolano, anche semplificando e aiutando a superare gli ostacoli della burocrazia.

Potrà questa essere l’occasione anche per rivedere il modello organizzativo del comune, mediante l’adozione di soluzioni innovative in termini di orari e luoghi: la sperimentazione dello smart working in emergenza Covid può dare spunti per migliorare il lavoro dei dipendenti e la loro qualità della vita.  Tutto ciò, sapendo che saranno importanti le competenze e altrettanto importanti le opportunità di formazione e di aggiornamento per il personale, considerando le specificità utili nei modelli organizzativi innovativi. Ma senza dimenticare il valore, soprattutto per la fascia di età più anziana, dell’incontro con una persona che ti dedica il suo tempo e ti aiuta con indicazioni e consigli.

 

L’Industria, l’Artigianato, i Servizi 

Castelfranco è un polo industriale importante, ha numerose piccole e medie imprese e attività artigiane anche di filiera con migliaia di addetti ma il territorio non è servito adeguatamente dalla viabilità stradale e ferroviaria: siamo tagliati fuori se non si realizzano le infrastrutture necessarie. Si investirà di più a Castelfranco quando la città sarà più connessa al territorio, quando saranno realizzati i collegamenti previsti fra le zone industriali e artigianali e la Superstrada Pedemontana Veneta, le “bretelle” a est e a ovest del territorio, superando il percorso della SR 53. Quando la banda larga coprirà effettivamente tutto il territorio comunale, zone industriali, centro e periferie. Il Comune deve quindi attivarsi con tempestività poiché i finanziamenti straordinari dovuti alla pandemia potranno essere utilizzati anche per le infrastrutture pubbliche materiali e immateriali da completare e portare a regime. Quindi bretelle, sottopassi e rotatorie, per una viabilità sovraccomunale utile anche a diminuire l’inquinamento da traffico stradale.

La nuova zona industriale prevista da PRG ha inoltre la necessità di mettere a sistema i collegamenti viari dedicati: sono stati recentemente realizzati nuovi capannoni in via Sile, in quella che doveva essere una “zona cuscinetto”. Non si può compromettere ulteriormente la vivibilità del territorio comunale, se ci sarà bisogno di nuovi insediamenti produttivi dovranno essere realizzati nella Zona Industriale di Espansione senza compromettere aree utili a migliorare la qualità delle aree di quartiere, delle frazioni e dell’abitato in generale.

L’indotto: dalla ristorazione alla “hoteleria”, al commercio, all’edilizia. Gli effetti collaterali della pandemia sono molto impattanti. Il turismo d’affari è una componente molto forte nel nostro territorio così come il commercio e i servizi che animano il centro cittadino. Per questo è necessario collaborare in questa situazione non ancora Covid-free che ha creato e creerà situazioni critiche e possibili chiusure. Perdere posti di lavoro vuol dire anche perdere residenti e una comunità che decresce è un campanello d’allarme che suona. Alcuni dati: Dicembre anno 2001: 31.148 residenti; anno 2010: 33.740 residenti; anno 2012: 32.815 residenti; anno 2018: 33.507 residenti. Siamo ancora sotto ai numeri del 2010. Questi gli ultimi dati disponibili sul sito del Comune, il campanello d’allarme sta suonando.

 

L’agricoltura

Si tratta di un settore primario da sostenere in un contesto nel quale la filiera – dalla produzione, alla lavorazione, al consumo – è forte e articolata. Anche la presenza di due Istituti scolastici strettamente collegati a questa attività primaria, Istituto Agrario Sartor e Istituto Alberghiero Maffioli, impongono una attenzione particolare alle Amministrazioni locali.

Le Associazioni di categoria sono interlocutori importanti per il Comune, per una collaborazione che garantisca forza a questo importante settore molto legato anche al turismo, ai prodotti tipici e genuini, alla gastronomia, ai percorsi emozionali, alle “esperienze sensoriali”. Un capitolo importante e strategico anche per far ripartire un’economia turistica pesantemente compromessa dalla pandemia. Siamo legati alle Colline del Prosecco Patrimonio UNESCO, alle olimpiadi Milano-Cortina del 2026, non dobbiamo perdere di vista questi obiettivi di promozione territoriale.

 

Il commercio

Castelfranco nasce otto secoli fa e cresce intorno al suo grande mercato, da sempre nella vasta piazza a nord delle mura. Il mercato bisettimanale ha accompagnato nei secoli la vita della città ed è stato spostato a sud della ferrovia solo con la Grande Guerra, quando i bombardamenti e le incursioni, soprattutto dopo Caporetto, avevano messo in serio pericolo la vita dei mercanti e dei loro clienti. Ha una sua complessità che nasce dal fatto che nessuna attività può occupare stabilmente la piazza che due volte la settimana deve rimanere libera al flusso di mezzi, addetti e visitatori. In ogni caso è un’attività economica che muove una grande quantità di persone e crea stabilmente occupazione. Il Comune ha una storica responsabilità nella gestione degli spazi, nella regolamentazione e nell’organizzazione dei flussi e grande dovrà continuare ad essere l’attenzione anche perché, a seguito della pandemia, per due mesi questa attività è stata sospesa e la ripresa deve dare garanzie di sicurezza a tutti.

I flussi del mercato hanno una ricaduta importante anche sulle attività di bar, ristorazione e commercio del centro storico. Qui il commercio si è sviluppato infatti con numerosi negozi di vicinato e solo in questi ultimi anni è sorto il problema dei centri commerciali e del loro impatto sulle attività economiche del centro.

Il centro commerciale naturale rimane però il centro storico della Città e mai come in questo periodo si è apprezzata la valenza dei negozi di vicinato. L’esperienza dovuta alla pandemia è stata utile anche per capire quanto è importante avere un esercizio commerciale vicino a casa, nel proprio quartiere o nella propria frazione: un’esperienza di cui fare tesoro per salvaguardare in ogni modo queste realtà che hanno valenza non solo economica ma – e molto – anche sociale.

Da riprendere quindi questo tema, in sinergia e collaborazione con le Associazioni di Categoria, per rimetterlo in agenda perché in questi ultimi anni si sono spente molte insegne e vanno messi in atto tutti gli strumenti possibili per riaccendere le vetrine e favorire la permanenza di questa tipologia di attività commerciali che sono utili alla vita delle nostre comunità. Tutto ciò con parallela attenzione alla grande distribuzione presente ormai da decenni sul territorio comunale, che offre opportunità di lavoro e sviluppo ma va seguita con equilibrio e visione per non stravolgere il tessuto sociale ed economico del territorio.

 

Le cooperative

Il terzo settore è una realtà cresciuta in modo straordinario a partire dai primi anni 2000 creando opportunità a valenza economica e sociale da salvaguardare e da rafforzare: possono dare nuove opportunità di lavoro dopo l’epidemia da Covid-19, immaginando anche nuove attività commerciali e servizi. Sono una realtà importante dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista sociale.
Con le cooperative si sono create in questi anni nuove possibilità di impiego e sostegno anche per le persone svantaggiate o in situazione di disagio sociale e la loro presenza può essere determinante in frangenti particolari come quello che sta investendo i nostri territori. Perciò il dialogo deve restare aperto e costruttivo e la collaborazione coltivata con grande attenzione e sensibilità.

 

Una ultima considerazione va all’ambito finanziario.

Tutto il territorio, in questi ultimi anni, è stato fortemente colpito, economicamente e finanziariamente, anche dal crollo delle due banche venete di riferimento. Perse le Banche, bisogna prendere atto della situazione oggi. La fiducia dei cittadini è stata messa a dura prova, un aspetto delicato della vita sociale che una amministrazione pubblica non può ignorare, mettendo in agenda contatti e confronti con i cittadini e con le Associazioni professionali e di Categoria per ricucire un tessuto sociale lacerato da un patto fortemente compromesso.

A questo, si è aggiunto l’impatto devastante del blocco di oltre il 50% delle attività economiche a causa del Coronavirus.

Il momento di crisi economico-finanziaria che hanno dovuto affrontare e stanno affrontando imprese di ogni settore – e di conseguenza persone e famiglie – è molto pesante e ci sarà bisogno di idee, sostegno, iniziative. Saranno da considerare anche gli aspetti burocratici con cui la gente dovrà fare i conti per mutui, prestiti, facilitazioni.

 

Sarà importante il supporto che il Comune potrà dare anche nell’istituzione di tavoli tecnici dove sarà necessaria la presenza di esperti di vari settori, perché non si tratta di una questione da ridurre semplicemente a un tema da Servizi sociali. Le casse del Comune avranno tanti fronti da sostenere ma potrà fare la differenza la qualità delle persone che l’amministrazione potrà attivare per affiancare con idee e sostegno di esperienza e competenza quanti chiederanno supporto nelle loro attività, nell’interesse della città e dell’economia in generale.

Anche la crisi nata con l’epidemia può essere motivo per aiutare la popolazione a recuperare fiducia nelle Istituzioni e a fare la differenza saranno le azioni concrete di ascolto, supporto, informazione, aiuto, affiancamento.