MARIA
GOMIERATO
SINDACO

LA SCUOLA

Il polo scolastico castellano

LA SCUOLA, LEVA PER LA CRESCITA

Castelranco veneto istruzione: il polo scolastico
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30 sedi: il polo scolastico di Castelfranco, il più grande della Provincia.

 

TUTTI GLI ORDINI di scuola: Materne, Elementari, Medie e Superiori.
22 Scuole statali e 8 Scuole Paritarie.

In città il Conservatorio Agostino Steffani, in Villa Bolasco l’Università di Padova

 

Un doveroso cenno all’Istruzione di secondo grado

La scuola deve essere una delle nostre bandiere. Tutti gli studi a livello nazionale e internazionale indicano l’istruzione come leva indispensabile per lo sviluppo, per la crescita e per la riduzione delle disuguaglianze.
Castelfranco Veneto ha il Polo scolastico più forte della Provincia di Treviso e i
risultati recenti lo vedono in testa nelle graduatorie nazionali. Abbiamo in Città nove importanti Istituti scolastici: IPSIA Galilei, ITIS Barsanti, Liceo Giorgione Classico, Scientifico e Linguistico, Istituto Nightingale per il Sociale, Istituto Rosselli, Istituto Martini per Turismo, Commercio e Geometri, Istituto Agrario Sartor e Istituto Alberghiero Maffioli. Sono partiti recentemente anche gli ITS, bienni di specializzazione post-diploma, in particolare in Meccatronica, che vedono il 100% degli studenti uscire preparati e con un contratto di lavoro certo nel loro futuro, dato il particolare tessuto produttivo della nostra area.

L’istruzione secondaria porta negli Istituti di Castelfranco circa 6.000 studenti ogni giorno, un capitale umano di enorme valore. Esiste dai primi anni 2000 un piano di adeguamento delle strutture scolastiche dipendenti dalla Provincia che sono carenti o inadeguate – vedi i prefabbricati al Martini che ospitano da anni le classi del Liceo Giorgione – e l’ultimo intervento della Provincia risale al 2009, con la costruzione dell’Istituto Nightingale che manca ancora della palestra.

Solo una pressione incessante del Comune su Provincia, Regione e Ministero potrà sbloccare la situazione e portare a Castelfranco i finanziamenti previsti anche a seguito della pandemia, che possono essere finalmente un’occasione per risolvere la situazione. Il POLO SCOLASTICO più forte della Provincia di Treviso va difeso e rafforzato: il progetto complessivo per un investimento di 20 milioni di Euro giace da tempo in Provincia, va ripreso, aggiornato e portato avanti con determinazione. Perché l’ISTRUZIONE è la LEVA più importante per la crescita e il benessere di un territorio.

In questi ultimi anni abbiamo perso l’Università di Padova con il Corso di Laurea in “Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione”, istituito nel 2005, perfetto qui per molteplici ragioni ma trasferito a Legnaro nel 2012 per decisione dell’Amministrazione comunale di allora. Abbiamo perso purtroppo anche gli indirizzi medici e Scienze infermieristiche che trovavano collocazione nel nostro ospedale San Giacomo e ora non ci sono più anche per i noti motivi legati allo IOV.  Villa Bolasco, che è di proprietà dell’Università di Padova, grazie all’azione del Rettore Zaccaria e dei suoi predecessori, ha visto arrivare i finanziamenti per il restauro e ora ospita un Centro per lo studio dei Giardini storici e del paesaggio. Ma una sede così grande e prestigiosa può sicuramente crescere in indirizzi e servizi. Una realtà da seguire con attenzione da parte del Comune.

Ci resta il Conservatorio di Musica Agostino Steffani che è Università: nella sede dell’ex scuola elementare di via Riccati, è stata individuata la “Cittadella della Musica” con uno studio di fattibilità del 2004. Ora, se andranno a buon fine i finanziamenti richiesti con un progetto presentato dal Comune lo scorso anno per il completamento della sede, si potranno riunire tutti gli insegnamenti intorno al Chiostro dei Serviti, San Giacomo e Palazzetto Preti. Sarà un grandedefinitivo risultato e una grande opportunità per la cultura musicale e per la Città.

 

La scuola di base

L’istruzione di base al centro della massima attenzione da parte dell’Amministrazione comunale.

La pandemia, con la chiusura improvvisa delle attività dal mese di marzo, è stata un vero trauma per le istituzioni scolastiche e superarlo non sarà breve né facile. La scuola chiusa è stata considerata dal Governo un problema risolto ma, oggi più che mai, è evidente che l’insegnamento a distanza non potrebbe essere la sola soluzione praticabile qualora si ripresentasse nuovamente una situazione simile a quella che abbiamo vissuto. Perciò la scuola dovrà essere ai primi posti dell’agenda dell’Amministrazione comunale con idee e soluzioni che offrano agli alunni e alle loro famiglie dei percorsi solidi e ben strutturati di apprendimento e di formazione.

Dalle materne, alle elementari, alle medie, tutti in classe nelle loro aule e in presenza: questo il nostro obiettivo principale.

La lontananza fisica dalla scuola ne ha fatto riscoprire infatti la valenza formativa, educativa e culturale ed è a partire da questi valori che dobbiamo ricominciare. La sospensione delle attività in presenza di alunni e insegnanti hanno messo in evidenza anche le difficoltà di apprendimento per le situazioni di disagio che esistono. Per i bambini e i ragazzi più svantaggiati sarà necessario strutturare dei percorsi per un recupero che richiederà uno sforzo da parte di tutti, mondo della scuola ma anche amministrazione cittadina. In ogni caso ci dovrà essere una decisione del Governo per uno stop alle cosiddette “classi pollaio” e il Comune dovrà fare la sua parte.

Saranno necessari interventi mirati per individuare modalità di recupero di questi mesi di distanziamento utilizzando gli spazi delle scuole in maniera adeguata ma anche valutando nuove soluzioni. Potrebbe variare la richiesta della quantità di aule e di altri spazi come quelli dedicati a laboratori, mense, attività motorie e sarà necessaria una stretta e permanente collaborazione con le Istituzioni scolastiche per realizzare interventi mirati, a garanzia della sicurezza degli alunni e della migliore fruizione del servizio scolastico.

Sarà necessario mettere a disposizione anche spazi alternativi, sale, auditorium, aree verdi, aree sportive, con modalità di gestione da studiare e coordinare per favorire il lavoro con gruppi meno numerosi.

Potrà essere utile, in quest’ottica, un censimento di tutti gli spazi presenti nelle scuole materne, elementari e medie ma anche di nuovi spazi pubblici o privati, nei pressi delle scuole stesse, per agevolare un rientro a dimensione di bambino, evitando i doppi turni.

Potrà essere utile favorire una maggiore collaborazione con le scuole elementari e medie paritarie di Santa Maria della Pieve e anche con le varie scuole d’infanzia e materne parrocchiali presenti nel nostro territorio comunale. Queste ultime svolgono un ruolo importante nella fascia 0-6 anni non solo durante l’anno scolastico ma, in questi ultimi anni, anche nell’organizzazione dei centri estivi per bambini di quella fascia. C’è quindi un’esperienza consolidata nella gestione di attività educative e ludiche che può essere utile e complementare, una risorsa da considerare in un dialogo aperto e collaborativo.

Un’ultima annotazione sull’istruzione scolastica di base: è importante la sua presenza su tutto il territorio comunale, necessaria ad alunni e studenti ma necessaria anche alla vitalità delle comunità frazionali e di quartiere. La presenza della Scuola Media anche a san Floriano, ad esempio, deve essere in agenda fra le priorità insieme alla salvaguardia di tutte le sezioni di materne ed elementari su tutto il territorio comunale pena lo spopolamento e il declino.

L’amministrazione comunale dovrà inoltre considerare con attenzione i tanti progetti delle varie associazioni di volontariato, molto presenti e attive sul territorio – alcune proprio dedicate a iniziative di integrazione scolastica – e favorire il dialogo fra le stesse per promuovere insieme attività alle quali potrebbero contribuire, ognuna in base alle proprie competenze, anche in funzione di una maggiore offerta di iniziative a favore degli alunni e delle scuole.