MARIA
GOMIERATO
SINDACO

WELFARE

Il welfare e le famiglie

Le famiglie al centro

maria gomierato sindaco famiglie e welfare
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A partire dai piccolissimi

Strettamente collegato ai temi della scuola è l’ambito della famiglia che abbiamo visto chiaramente messa alla prova nel periodo del lockdown con le scuole chiuse ma tante attività aperte per le produzioni e i servizi necessari. I bambini e le bambine da seguire e assistere, soprattutto quelli della fascia nido-materne-scuola dell’obbligo, con i genitori a gestire questa emergenza senza i nonni, considerati solo anziani da tenere isolati, senza indicazioni o aiuti particolari, tranne la possibilità di un contributo per babysitter. E con l’insegnamento a distanza da seguire perché la scuola ha avuto solo questo mezzo per ovviare all’interruzione delle lezioni.

I più giovani hanno diritto a una maggiore e migliore attenzione e la pandemia ha fatto emergere la necessità di metterli al centro di progetti di crescita e di valorizzazione dei loro talenti, studiando il modo di sostenerli con le strategie più adatte e con l’obiettivo di non lasciare solo nessuno.

A settembre la scuola riprende ma le modalità sono, dopo mesi di chiusura, ancora tutte in divenire e per le famiglie potrebbe prospettarsi un nuovo periodo complesso e faticoso da gestire. La società anche senza pandemie ha messo spesso in conflitto la gestione dei figli ed il mondo del lavoro ma non si può accettare che i figli diventino un problema. Sarà necessario far tesoro anche di questo periodo di difficoltà vissuta durante la fase più acuta, per una analisi e ridefinizione dell’organizzazione del lavoro e dell’organizzazione della scuola in un’ottica di migliore gestione per la famiglia. E una Amministrazione pubblica può inserirsi in questo scenario incentivando e sostenendo iniziative.

 

Incentivare le nascite

Recentemente la Regione Veneto ha approvato una Legge quadro su natalità e famiglia che prevede l’assegno di natalità per le mamme, il “fattore famiglia” per integrare l’ISEE e la gratuità dei Nidi per le coppie meno abbienti. Un provvedimento importante che deve trovare in Comune una tempestiva attuazione. In Parlamento è itinere anche l’assegno unico universale per figlio.

Non va sottovalutato infine il fatto che, con la pandemia, il Governo ha stanziato risorse ingenti per progetti di supporto alle famiglie, che sono alla base della “salute” di una società. La denatalità, le culle vuote, sono un grave problema dei Paesi occidentali ma l’Italia è ormai quello in cui la situazione è peggiore, con una media inferiore a 1,5 figli per famiglia. Una amministrazione pubblica attenta e sensibile può essere di supporto con progetti di formazione, con servizi e strutture ma anche affiancando l’associazionismo che opera in questo settore e il volontariato, per le competenze di cui dispone. Saranno intercettate risorse, individuati strumenti efficaci per interagire con le famiglie e informarle delle opportunità che la legge può offrire: spesso la mancanza di comunicazione e di informazione compromette la possibilità di accedere a servizi o finanziamenti. Si farà tesoro, con queste finalità, anche del capitale umano che nel nostro territorio è una grande risorsa in un quadro di sussidiarietà e di responsabilità condivisa.

In questo periodo la pandemia ha fatto emergere in maniera ancora più evidente le problematiche legate ai più piccoli, 0-3 anni, e al ruolo delle donne che sempre più spesso lasciano il lavoro per occuparsi dei figli non trovando alternative. Il Comune ha un nido comunale, “La tana del Lupo” che può ospitare fino a 40 bambini circa ma in città ci sono altre realtà gestite dalle parrocchie e da associazioni di genitori che danno risposta a una domanda che solo nei primi anni 2000, con la nascita dei nidi integrati, ha trovato una risposta abbastanza soddisfacente. Ora si tratterà di capire se la situazione continua ad essere sostenibile anche con le disposizioni nate con la pandemia: probabilmente si dovranno studiare, in collaborazione pubblico-privato o col privato-sociale, delle nuove soluzioni e il Comune ci deve essere come interlocutore e facilitatore. Se la forza lavoro femminile è considerata fondamentale per un equilibrato sviluppo della società e si vogliono perseguire le pari opportunità anche nella nostra città, questo tema va considerato prioritario e affrontato con grande spirito di collaborazione. Se serve fare progetti, si deve studiare il percorso migliore, cercare le collaborazioni adeguate ed essere tempestivi e proattivi.

 

Un servizio sociale dedicato alle mamme

Un obiettivo importante sarà l’attivazione di un nuovo servizio di “Assistenza domiciliare” per le neo-mamme: un filo diretto, Assistenti sociali con formazione adeguata, Operatrici Socio Sanitarie specializzate nella cura dei neonati e delle mamme, che per il primo mese/quaranta giorni dalla nascita del bambino o della bambina, forniscono a domicilio assistenza, cura, conforto. Con un numero telefonico dedicato per dare consigli e risposte sull’accudimento e sui dubbi che, soprattutto con il primo figlio, insorgono. Certamente è importante la legge che prevede i congedi parentali obbligatori anche per i papà ma per il momento si tratta di un numero molto limitato di giorni e quindi, in attesa di una maggior condivisione della responsabilità genitoriale, un plus di supporto nei primi mesi di vita, può fare la differenza anche nella scelta di avere un figlio.

Sarà utile, in un’ottica che guardi alle basi portanti della nostra società, indicare un Assessore che si occupi di tutti gli aspetti della vita sociale nel suo complesso: scuola, volontariato, sport, politiche sociali e giovanili e pari opportunità. Questi aspetti sono tutti molto legati e vanno guidati da persone con una spiccata sensibilità e visione e con chiare competenze. Sarà importante una “cabina di regia” dove si definisca bene il “chi fa cosa”, perché – quando si parla di famiglia – tutte le Istituzioni e le Associazioni sono fondamentali ma l’asse portante, la responsabilità e la garanzia di continuità devono essere prese in carico dal Comune.