MARIA
GOMIERATO
SINDACO

CULTURA

La cultura, orgoglio cittadino

l’Arte, la Storia e Il Turismo

Maria Gomierato sindaco: cultura
punta_castelfranco

7 PERLE: un Museo dedicato a Giorgione, la sua Pala nel Duomo, un Teatro del ‘700, una grande Biblioteca, la Torre civica e le mura del 1200, il Parco storico di Villa Bolasco, Villa Chiminelli a Sant’Andrea Oltre Muson. Insieme a tanti altri gioielli.

 

Castelfranco è Città d’arte.

E’ un riconoscimento che ha grande significato: beni culturali, l’arte declinata in tante forme, architettura, storia, tradizioni…

Castelfranco, Città d’Arte, ha una forte identità legata ai personaggi illustri che ne hanno segnato la storia, Giorgione per la pittura, Steffani per la musica, Francesco Maria Preti per l’architettura e così via. Ma ha anche un disegno urbano che, a partire dalle mura del 1200, si è via via configurato con equilibrio nel corso dei secoli. Ha un bel centro storico segnato dal castello e dalle sue torri e pregevoli realtà architettoniche anche nelle frazioni. Per tradizione, ha consolidato una interessante offerta culturale che passa dal teatro, alla musica, al balletto, alla storia e alla letteratura passando anche attraverso l’importante offerta della Biblioteca comunale. Tante le Associazioni legate ai temi della cultura e dell’arte che hanno consolidato la loro presenza in città, dalla storica Università Popolare, all’Università della terza età, agli Amici dei Musei di più recente costituzione.

 In questo contesto si innesta un turismo legato sia ai beni culturali sia alle aziende del territorio con il turismo d’affari. Da sottolineare che già nel 1914 Castelfranco Veneto pagava la sua quota d’iscrizione al Touring Club Italiano. Collegati al turismo, il commercio di vicinato e le attività legate al tempo libero e all’accoglienza. Ma anche laboratori artigiani ed offerta ricettiva ed eno-gastronomica. Tematiche tutte da considerare e rivalutare, per collaborazioni e sostegno del Comune, anche rispetto agli effetti – nel breve, medio e lungo periodo – legati alla pandemia che ha fermato la Città. Ci sono effetti collaterali che riverberano su tutte le attività culturali ed economiche e quindi l’attenzione ai problemi che interessano questi ambiti deve essere massima.

 

I Beni Culturali e il turismo

Il Castello, la piazza, i portici, le Bastie, Villa e Parco Bolasco, il Teatro Accademico, il Duomo con la Pala di Giorgione e la sacrestia col Veronese… le altre chiese del centro e delle frazioni, le Ville di grande pregio ma ancora poco conosciute come Villa Chiminelli e villa Ca’ Amata: tutto questo va messo a sistema, collegato in percorsi organizzati e inserito in un programma di informazione ricco di strumenti diversi: il web, gli stampati, i manifesti, i totem, la radio e la televisione… Sarà necessario tornare a fare rete con gli altri comuni del territorio, con i loro Musei, i loro artisti, i loro luoghi di pregio paesaggistico, storico e architettonico e anche con le scuole.

La collaborazione con le associazioni delle Città Murate, le Città d’Arte e degli Artisti dovrà portare alla stesura di progetti finanziabili anche a livello europeo. Riaprire i canali per promuovere il territorio dal punto di vista turistico significa collegare Castelfranco, Asolo, Possagno, Cittadella, Bassano e Marostica, un compasso che abbraccia tutto in un raggio di 15-20 chilometri. Abbiamo GIORGIONE, CANOVA, JACOPO DA PONTE, CIMA DA CONEGLIANO, abbiamo PALLADIO con Villa Emo e la Villa di Maser affrescata da Veronese e un sistema ricettivo di grande qualità da sostenere e incentivare perché sia in grado di reagire soprattutto in momenti di difficoltà impreviste come quella attuale.

Non si può poi non tener conto che “Le Colline del Prosecco” sono sito UNESCO e che nel 2026 ci saranno le OLIMPIADI invernali Milano-Cortina: Castelfranco deve essere coinvolta in una progettualità generale insieme a Possagno, Asolo e agli altri centri storici di quest’area. Ci sono itinerari e promozioni da studiare con i partner del territorio e dopo la pandemia il recupero del turismo è diventata una delle priorità per tutto il Veneto. Sindaci e Assessori alla Cultura e alle Attività Produttive tutti intorno a un tavolo.

E poi le rievocazioni storiche come quella nata per celebrare gli 800 anni della fondazione della città. Il Palio del Castel d’Amore è – dal 1997 – una importante realtà riconosciuta a livello europeo. Una delle possibilità – per dare forza e ruolo a questa realtà – è trasformare l’Associazione Palio in Ente Palio, formula che implica la compartecipazione attiva dell’Amministrazione Comunale nell’organizzazione della manifestazione.
Come in tante città storiche d’Italia, queste celebrazioni sono un volano dal punto di vista turistico ed economico ma sono utili anche per creare tessuto umano e sociale, per promuovere conoscenza, collaborazione, amicizia e per far emergere potenzialità interessanti nel tessuto cittadino.

 

Le grandi personalità

Importante fonte di richiamo possono essere anche i progetti celebrativi: ci sono date importanti da valorizzare, non solo Giorgione che è il nostro brand – e abbiamo visto quanto interesse sia sempre in grado di suscitare – ma anche Agostino Steffani al quale è intitolato il Conservatorio di Musica oppure Noè Bordignon, fine pittore dell’800 veneto.

Castelfranco ha goduto anche, in anni più recenti, della presenza di figure di importanti letterati di livello italiano: Paola Drigo, Antonio Russello (l’anno prossimo è il centenario della nascita), Giorgio, Sergio e Caterina Saviane, Patrizia Valduga (attualmente la maggiore poetessa italiana vivente). Sono figure da considerare patrimonio della Città e da valorizzare con progetti importanti e innovativi insieme ai nuovi studiosi e scrittori che partecipano attivamente anche Concorsi e Premi.

Con queste iniziative, si valorizzano anche le Associazioni Culturali, di Frazione e di Quartiere, impegnate in vari ambiti della vita sociale: musica, canto, danza, teatro, musei, storia, scienze, sport, letteratura, sostegno sociale, tempo libero: un patrimonio della Città fatto di persone e diAssociazioni che è vitale far emergere.

 

Luoghi e attività culturali

Dopo la stagione del COVID 19 dobbiamo interrogarci sulle modalità di svolgimento delle attività culturali, degli spettacoli teatrali o dei concerti, sull’utilizzo del Teatro Accademico e degli altri spazi pubblici comunali. Si dovrà regolamentare l’utilizzo di Sale, Biblioteca, Palestre e Auditorium e valutare anche l’uso di spazi privati, Centri parrocchiali o congressuali.  

Si dovrà valutare come riprendere un progetto che valorizzi la “Città di Giorgione”: c’è il Museo Casa Giorgione da rilanciare, il Centro Studi Giorgioneschi da considerare, i laboratori didattici, le promozioni, le ricerche scientifiche, le tesi di laurea… Il progetto celebrativo del V° centenario, 2009-2010 era ricco di sviluppi possibili ancora tutti da valutare. Importante sarà il collegamento e la collaborazione con gli altri musei del territorio: Padova, Bassano, Possagno, Venezia Gallerie dell’Accademia. E c’è anche la Collezione Civica da valorizzare: abbiamo un patrimonio notevole e donazioni di opere d’arte che devono essere rese fruibili al pubblico pena anche la loro perdita. Una per tutte, la Collezione di Ceramiche Varo.

Il Museo del Duomo: tema sempre attuale è la valorizzazione della raccolta museale della Sacrestia come merita, tenendo conto che c’è un cantiere aperto destinato al Museo dell’Opera del Duomo che può dare completezza al Polo Museale Castellano e consentire di avere in città anche un nuovo Auditorium. Si tratta di un cantiere bloccato da ormai troppi anni per mancanza di fondi, di grandissima importanza per la città, sia per l’alto pregio del sito dentro le Mura che per le funzioni che andrebbe ad assolvere per le diverse realtà del territorio.

Visto il sovra utilizzo attuale del Teatro Accademico e anche i futuri limiti che saranno imposti dopo la pandemia, vista la carenza di spazi per i giovani, carenza che ha ormai un carattere d’emergenza, vista l’importanza del settore musicale a Castelfranco Veneto, patria di musicisti di fama internazionale e sede dell’eccellente Conservatorio Steffani, l’Amministrazione non può non attivarsi con l’obiettivo di portare avanti il progetto di completamento dell’Opera del Duomo e di un Auditorium con un particolare orientamento alla fascia dei giovani, delle nuove tecnologie, della sperimentazione di nuovi linguaggi. Anche qui molti i soggetti da coinvolgere e da cui raccogliere progetti e suggerimenti.

Legati alla musica, ancora due temi molto importanti: la collezione di strumenti musicali antichi di proprietà del Comune che dovrà essere assolutamente collocata in una sede stabile e visitabile dal pubblico e la ricostituzione della Banda cittadina che era ripartita alcuni anni fa con la collaborazione dei Maestri del Conservatorio Steffani ma che non è più in attività da tempo. Si tratta anche qui di Beni Culturali che aggiungono valore a una città e alla qualità della vita e una Amministrazione pubblica non li può ignorare.

 

La Biblioteca e l’Archivio Storico

La Biblioteca Comunale rappresenta da molti anni un polo culturale importantissimo, un “meeting-point” per studenti e studiosi e non solo. C’è bisogno di rilanciare con una forte progettualità e con innovazioni di cui abbiamo già visto qualche interessante esempio nell’ultimo periodo e potrà essere utile un coinvolgimento dei giovani, sia frequentatori sia solo utenti occasionali, per raccogliere idee e suggerimenti da confrontare con la Direzione della Biblioteca. Dopo questa stagione di chiusura e di distanziamento totale, l’offerta culturale dovrà essere ancora più curata, puntuale e “smart”, la storia, la cultura e l’arte in tutte le sue forme, possono essere un veicolo di rinascita della fiducia e della speranza, favorire di nuovo l’incontro fra le persone e fra le generazioni, con una maggiore consapevolezza del valore di queste opportunità. Una città storica come la nostra può offrire molto, è un privilegio poterne usufruire e una nuova stagione può fare bene a tutta la struttura e alla cittadinanza.

“Castelfranco Città che Legge” è un titolo al quale possiamo sicuramente ambire dando vita a collaborazioni fra Biblioteca Comunale, Scuole, Case editrici presenti o interessate e facendo tesoro anche dei premi letterari presenti nel territorio: Premio Prunola a Castelfranco ma anche Premio Comisso a Treviso.

 

Le Mura

La cinta muraria castellana ha otto secoli di storia ed è ancora una delle città murate italiane meglio conservate. Esiste uno studio di fattibilità realizzato oltre 20 anni fa dall’architetto Manlio Brusatin per un restauro complessivo e sono stati restaurati vari stralci, in particolare la torre civica principale e tre torri d’angolo. Va proseguito l’impegno finalizzato a restaurare anche il CAMMINAMENTO che può favorire un turismo culturale particolarmente interessato a questi percorsi emozionali e completare l’offerta con laboratori didattici e visite nel territorio. Gli uffici comunali di Urbanistica e Lavori pubblici – insieme al settore Cultura – hanno sempre seguito questo tema e l’impegno a continuare per stralci funzionali il consolidamento e il restauro della cinta muraria è già in agenda.

 

Villa e parco Bolasco

La Villa Bolasco con il parco storico, di proprietà dell’Università di Padova, è divenuta CENTRO STUDI UNIVERSITARI dei GIARDINI STORICI e del PAESAGGIO. Si tratta di un sito ottocentesco di grande interesse culturale, il cui “Parco romantico” è annoverato fra i parchi storici più belli d’Italia. Il Comune di Castelfranco già in passato ha aperto convenzioni con l’Università per favorirne l’apertura ai cittadini e al turismo e questa opportunità va perseguita dato il valore aggiunto che quest’area rappresenta con i suoi otto ettari di verde di grande pregio in pieno centro storico. Una opportunità da considerare anche relativamente alla stagione post-Covid che stiamo vivendo, dove la possibilità di fruire di spazi aperti di grande qualità acquista una valenza ancora maggiore.

 

Il Teatro e la Musica

Castelfranco ha una lunga tradizione sia per quanto riguarda la stagione di prosa che la stagione musicale. Sono appuntamenti che prendono vita nel settecentesco Teatro Accademico, realizzati anche in collaborazione con Conservatorio Steffani, ma nelle prossime stagioni si dovranno valutare sempre di più nuovi spazi e nuove modalità di fruizione sia per le rappresentazioni teatrali che per i concerti.  

Nella stagione estiva si sono già realizzati in passato spettacoli all’aperto di teatro, musica classica, jazz, opera, leggera, cori, balletto, cinema, ci sono le piazzette del centro storico ma anche i centri frazionali, le collaborazioni con il Teatro e il Conservatorio, oltre che con le Associazioni che da tempo operano con il Comune. Tutte queste sinergie dovranno essere confermate e rafforzate e la popolazione sempre più coinvolta anche con modalità diverse di informazione e di contatto. Così come vanno coltivati i contatti e le collaborazioni con realtà consolidate come Bassano Opera Estate.

Una importante realtà nel campo delle arti è anche quella rivolta alla danza: le Scuole di danza – classica e non solo –  di Castelfranco si fanno onore ad alto livello sia in campo nazionale che internazionale e il supporto che l’Amministrazione comunale può dare può fare la differenza. Gli appuntamenti con il coinvolgimento della Città sono una tradizione ma sono una realtà da coltivare e aiutare a crescere.

 

Un “laboratorio” per la Città

Una nuova stagione comporta nuove idee e coinvolgimenti e potrà essere utile un “think-tank” nel quale coinvolgere le persone interessate al mondo della cultura e della ricerca in città e non solo, per valutare progetti, iniziative, eventi ed itinerari coerenti con le potenzialità di Castelfranco e utili a interessare sia i cittadini che un turismo nazionale e internazionale. Un “laboratorio” che tenga conto di tutto il potenziale della Città, compresa la pluralità di risorse culturali e formative, una rete di Associazioni, alcune delle quali molto radicate, come l’Università Popolare e l’Università della terza Età, piuttosto che la Pro Loco o gli Amici dei Musei fondati a Castelfranco nel 2012. Importante il coinvolgimento e l’ascolto, il supporto e l’affiancamento nelle diverse iniziative.

Così come va coltivato lo stretto legame fra cultura umanistica e cultura d’impresa che in Veneto tanto ha portato e sta portando nel patrimonio di ricerca, conoscenza, sperimentazione e innovazione in particolare nel campo di arte e design.

Da qualche anno nel mondo, esempi di forte attenzione a nuovi spazi da valorizzare sono riscontrabili in tanti Paesi, sia dell’Unione Europea che extra europei. L’attenzione tende a concentrarsi sulle cosiddette infrastrutture culturali intese non solo come edifici storici ma come luoghi e spazi, coinvolgendo professionisti creativi e artisti. Questi non si focalizzano solamente sui prodotti delle Arti: pittura, scultura, musica, danza, teatro, letteratura, ma progettano spazi di co-working anche per industrie e attività commerciali. Un terreno da esplorare anche in collaborazione con altri Enti e Istituzioni pubbliche e private.

Grande risorsa sono anche il Conservatorio Steffani con i suoi Maestri e i suoi allievi, le diverse Scuole di Musica spesso collegate al Conservatorio, la Fondazione Morello. Anche la musica, data l’importante figura di Agostino Steffani, può essere al centro di una riflessione su un progetto importante legato alla musica barocca.

Anche le Scuole di Pittura come la Barbarella o il Circolo Arte Libera, le compagnie di Teatro – una delle quali, intitolata a Nina Scapinello, che conta decenni di storia gloriosa – e poi le Orchestre e le Corali come il Coro Filarmonico Veneto, 43 anni di storia, i Cori come il Valcanzoi-Bepi Cocco, di ancor più lunga tradizione o le grandi personalità come Mario Brunello portano valore aggiunto all’offerta culturale cittadina. Sono da considerare tutte come importanti risorse da coinvolgere e valorizzare.  

Una particolare sottolineatura va alla Compagnia teatrale Anagoor, nata a Castelfranco 20 anni fa dalla passione di un gruppo di studenti e cresciuta dal punto di vista artistico fino al punto da raggiungere visibilità e riconoscimento internazionali. Una notevole risorsa da valorizzare, un incentivo a dare fiducia a e spazio alle idee e alle iniziative dei giovani.

 

Una grande responsabilità

Le grandi potenzialità della Città di Castelfranco e la sua lunga storia di impegno nella valorizzazione dei suoi beni culturali e delle sue importanti risorse umane, danno la consapevolezza della grande responsabilità che ha una Amministrazione locale. Responsabilità per i suoi lunghi secoli di storia, responsabilità verso le eredità dei suoi predecessori, responsabilità per il suo patrimonio fatto di luoghi ma anche di persone, di idee, di realtà associative e istituzionali ricche di potenzialità e di passione. Una sfida da vincere anche nel ricordo di grandi personalità politiche che l’hanno segnata con la loro presenza e con la loro azione come l’onorevole Domenico Sartor, Padre Costituente e Sindaco della Città nei primi anni del secondo dopoguerra e Tina Anselmi, prima donna Ministro della Repubblica e orgoglio della nostra terra.