MARIA
GOMIERATO
SINDACO

CITTà E
AMBIENTE

Una città concretamente verde

Oltre 20 i parchi e 30 i Km di piste ciclabili

Città e ambiente Maria Gomierato Sindaco
punta_castelfranco

Ambiente e Sicurezza

I temi dell’ambiente e della sostenibilità stanno emergendo in questi anni come priorità assoluta. La qualità della vita dei cittadini e la loro salute è sempre più strettamente legata alla qualità dell’ambiente e anche la pandemia ha contribuito a sollevare dubbi e interrogativi oramai ineludibili. Una Amministrazione comunale si deve dunque impegnare a fondo e su più piani.

 

Il livello urbano

Un primo ambito è quello della situazione locale e contingente, dove si possono individuare le azioni utili, nel breve periodo, a un miglioramento significativo della qualità della vita dei cittadini nel loro contesto abitativo, con una verifica dei punti di forza e di debolezza sui quali programmare degli interventi, stabilendo modalità e priorità perché Castelfranco sia sempre più una “Città sostenibile”. Va analizzato anche il documento guida dell’ambito urbano, cioè il Piano Regolatore Generale e le garanzie riservate alla tutela dell’ambiente, comprese le NTA, Norme Tecniche di Attuazione, relative alle regole per l’edificazione sia civile che industriale. Nel PRG del 2004 erano previste norme stringenti a garanzia sia della qualità della residenza sia della salubrità dei luoghi di lavoro e delle tipologie di lavorazione ammesse nel territorio. Si dovrà verificare la loro attualità e la loro adeguatezza e valutarle anche alla luce delle nuove normative, del PAT, il Piano di Assetto Territoriale, e del PI, il Piano degli Interventi o “Piano del Sindaco”.

Un altro sistema da monitorare per valutare lo stato di “salute” attuale è il ciclo idrico integrato: acquedotto-fognatura depurazione. La rete acquedottistica comunale è estesa a quasi tutto il territorio comunale, centro e periferia, anche se la manutenzione e la sostituzione dei tratti più vetusti è sempre necessaria. Quella che invece non è ancora completa e in alcune zone decisamente carente è la rete fognaria. La qualità delle acque delle falde acquifere e poi dei fiumi e del mare passa attraverso una tutela del sistema idrico che va completato anche in cooperazione e collaborazione con l’ATS, Alto Trevigiano Servizi, la società consortile che ha oggi in gestione il ciclo idrico integrato di numerosi comuni afferenti anche al nostro depuratore. Il buon funzionamento di questo sistema significa igiene e qualità ambientale, non è “visibile” come un’area verde ma è un investimento estremamente necessario per la qualità della vita. Tanto quanto il ciclo dei rifiuti urbani che è ormai ben collaudato, noi siamo fra i “Comuni ricicloni” in Italia, ma che va sempre seguito e sempre migliorato, in collaborazione con Contarina, soprattutto per quanto riguarda la pulizia delle strade e degli spazi pubblici, piazze, piazzette e aree verdi del centro, delle frazioni e dei quartieri.

 

La mobilità cittadina

Il sistema di piste ciclabili è stato sviluppato finora più dal centro alle frazioni che all’interno del tessuto urbano. Va quindi raccolta e fotografata la situazione a partire dai tratti realizzati per verificare la coerenza e la connessione fra i diversi percorsi in modo da programmare le sezioni mancanti e stabilire le priorità anziché operare con interventi spot, occasionali e disconnessi dal contesto generale.

 

Le “Zone 30”

Uno studio diverso va fatto sulla mobilità all’interno del tessuto urbano cittadino, quartieri compresi, in modo da valutare le diverse situazioni. Con una revisione del PUT, Piano Urbano del Traffico, mettere in sicurezza l’utenza debole soprattutto nei percorsi che portano a scuole e luoghi o servizi pubblici. Le “Zone 30” come quella già attuata nel quartiere Risorgimento con la riqualificazione dell’area e il nuovo Centro 2 Mulini, danno risultati soddisfacenti. Intorno alle zone verdi e residenziali di quartieri e frazioni sarà studiata la realizzazione di adeguate “zone 30”, nelle quali le auto dovranno circolare a velocità ridotta, favorita da interventi sul sedime stradale, sulle aiuole e sui marciapiedi, in modo da garantire lo spostamento in sicurezza per i residenti, giovani e giovanissimi, persone diversamente abili, anziani, lavoratori, pensionati e studenti.

Le auto ci sono e ci saranno, un trasporto pubblico urbano comunale è auspicato ma l’attuale situazione nata con la pandemia porterà a qualche nuova valutazione nel merito. Importante sarà un servizio adeguato di bike-sharing e la possibilità di spostarsi in sicurezza anche su sentieri naturalistici curati nella manutenzione e nella pulizia, vedi ad esempio il Sentiero degli Ezzelini. Va inoltre valutato il sistema dei parcheggi creando una rete di connessioni che migliori la loro fruizione e una valutazione puntuale e coerente delle possibili ztl, zone a traffico limitato e aree pedonalizzabili o fruibili con nuove modalità come ipotizzato anche a seguito della pandemia.

 

Le aree verdi

In una città è importante la quantità di aree verdi pubbliche e il rapporto metri quadri per abitante ma è altrettanto importante la loro qualità. Grande attenzione va quindi riservata alla manutenzione di queste aree, anche stipulando convenzioni con Associazioni di quartiere o di frazione, garantendo non solo gli sfalci ma anche l’eventuale irrigazione dove necessaria, un arredo urbano decoroso e sicuro e una illuminazione adeguata. L’igiene e la sicurezza hanno enorme importanza e, dopo l’esperienza della pandemia, si è percepita ancora di più la necessità di spazi comuni curati e organizzati: puliti, ordinati, accessibili e anche belli.

Gli esempi di associazioni sensibili e attente a questi aspetti che danno qualità alla vita dei residenti ci sono e quindi si tratta di far tesoro delle buone prassi e diffonderle. Esistono in Comune studi e analisi realizzati anche in tempi recenti riguardanti l’accessibilità dei luoghi, la sicurezza e le barriere architettoniche da eliminare ma esistono anche esempi di particolare attenzione e sensibilità come quello elaborato dal Centro di Quartiere Due Mulini, per un parco inclusivo e aperto a tutti, anche ai disabili. Importante anche il coinvolgimento – in questo ambito – delle scuole, a partire da quelle dell’obbligo ma anche degli Istituti Superiori per progetti di utilizzo alternativo dei parchi urbani ma anche per l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione rispetto alla sicurezza e al valore ambientale del patrimonio di un verde pubblico curato e fruibile.

E’ importante anche la collaborazione con altri soggetti, vedi ad esempio l’Università di Padova, per rendere usufruibile dalla cittadinanza – e anche a livello turistico – aree importanti dal punto di vista storico e paesaggistico come Parco Bolasco, uno dei più bei parchi d’Italia, e altre aree verdi private come già avvenuto in passato.

 

La campagna

Interessante – dal punto di vista ambientale – valorizzare anche la campagna, ancora presente in modo consistente nel nostro Comune e curata specialmente intorno alle frazioni, evidenziando sentieri e percorsi naturalistici interessanti. In merito alla campagna, sarà importante che il Comune coltivi anche un rapporto stretto con gli agricoltori e con le loro associazioni a garanzia della cura e del rispetto del territorio, delle rive, dei fossi e delle norme riguardanti l’uso di concimi, pesticidi o fitofarmaci, a salvaguardia della salute di tutti.

Le manutenzioni
La cura dell’ambiente e la vivibilità di una città passano sicuramente attraverso una costante e mirata manutenzione. Che può essere qualcosa di più di una attività da svolgere secondo determinate procedure, la manutenzione può diventare qualcosa di condiviso con i residenti di un quartiere o di una via, un “prendersi cura” di qualche elemento della propria città, con la premura che avvertiamo quando sentiamo di essere responsabili di qualcosa o di qualcuno. Esperienze ed esempi di questo tipo ce ne sono in Italia, in varie Città, sono buone prassi da conoscere e condividere.

Marciapiedi e aree verdi, infatti, nella nostra realtà policentrica di quartieri e frazioni non possono essere trascurati. Un percorso storico-naturalistico come il Sentiero degli Ezzelini che costeggia il Muson dei sassi, ad esempio, non può essere considerato marginale: l’incuria e gli interventi non tempestivi di riparazione, sfalcio, manutenzione, pulizia, portano in fretta al degrado, alla perdita di qualità paesaggistica e di sicurezza e quindi all’abbandono da parte dei frequentatori con un danno anche economico. Contratti e convenzioni vanno seguiti e messi in atto prevedendo i necessari controlli e le eventuali sanzioni. Il rispetto delle regole è fondamentale per la qualità della vita in ogni ambito del contesto sociale e nella cura dell’ambiente è legato, oltre che alla bellezza, anche a un bene prezioso come la salute.

 

L’assetto idro-geologico

Un altro aspetto da considerare rispetto alle manutenzioni e alla sicurezza è lo stato di tutela del territorio per la sua salvaguardia rispetto a eventi meteorologici gravi improvvisi e imprevisti. Le “bombe d’acqua” stanno diventando una costante e non più un fenomeno sporadico per cui va salvaguardato il territorio con un sistema di monitoraggio e prevenzione efficiente. Le manutenzioni di fossi, fossati e caditoie sono fondamentali ma non bastano. Nei primi anni 2000 sono stati eseguiti sul Muson e sull’Avenale vari interventi da parte del Comune e del Consorzio Brentella con la collaborazione del Genio Civile e del Magistrato alle acque. Dopo gli allagamenti del 1998 e del 2000 non si sono più verificate situazioni gravi e di grande pericolo. I lavori sugli alvei dei due corsi d’acqua, sui ponti e sulle sponde, insieme alla realizzazione della Cassa di espansione di Vallà di Riese nella ex cava Bergamin, sono stati fondamentali per la salvaguardia del territorio comunale ma non ci si può fermare. Il Piano di assetto idrogeologico del Veneto, studiato ed elaborato oltre 40 anni fa dal professor D’Alpaos, è stato la base per i nostri interventi e ne ha dimostrato l’efficacia ma è su tutto il territorio veneto che bisogna intervenire. Un piano complessivo di interventi da calendarizzare e realizzare per stralci funzionali non può più essere rinviato dalla Regione. Il comune di Castelfranco insieme agli altri comuni del territorio deve farsi carico di proposte e suggerimenti, coordinando e organizzando adeguatamente anche la Protezione Civile e affiancando tutti gli Enti preposti. E’ necessaria una collaborazione sistematica e una presenza costante su tutti i tavoli istituzionali per una programmazione che dia le risposte più efficaci e tempestive. Non è più tempo di rinvii.

 

L’assetto urbano e l’ambiente

Dal punto di vista urbanistico si sta evidenziando una criticità che preoccupa proprio per la qualità dell’ambiente e la sicurezza: va studiata con grande attenzione la situazione del PIANO CASA e la sua applicazione a Castelfranco. Si dovrà cioè valutare come correggere e contenere gli effetti collaterali di intasamento e di pericolo – anche per gli aspetti idro-geologici e non solo viabilistici – che si stanno creando in questi anni nei quartieri, stanti le attuali modalità di attuazione del piano nel nostro Comune. E’ stata infatti applicata la legge regionale senza alcuna osservazione a tutela della città, della qualità urbana e della salute dei cittadini. Si tratta di una delle priorità da considerare visti anche gli effetti della pandemia che hanno fatto emergere con chiarezza la necessità di ambienti aperti, curati e adeguati come quantità e qualità di aree per il verde e gli spostamenti a piedi, in bicicletta o in auto, e per gli spazi di sosta: una garanzia per una residenzialità vivibile e sana.

Vanno verificati di conseguenza anche il Piano di Assetto Territoriale adottato e il Piano degli Interventi del Comune per avere gli strumenti di conoscenza necessari a valutare e adottare le giuste strategie per la qualità della vita dei quartieri e delle frazioni. Senza penalizzazioni e con vantaggi per proprietari, operatori e residenti avendo come linea-guida il “bene comune”. Anche il sistema delle piste ciclabili va considerato in prosecuzione del progetto avviato nei primi anni 2000 e descritto nel “Biciclettario” comunale in modo da garantire un disegno unitario e coerente.

 

La SICUREZZA, una visione complessiva della realtà e della sicurezza percepita

Il tema “sicurezza” delle persone riguarda anche la tutela rispetto ad azioni che mettono in pericolo la propria incolumità: aggressioni o violazioni della sfera privata personale o famigliare. Dare qualità alla vita significa anche dare ai cittadini la percezione di essere tutelati, difesi, sostenuti, ascoltati…

Le collaborazioni del Comune con le forze dell’ordine e con i Comuni contermini, i tavoli tecnici, i servizi sociali vanno attivati come nei primi anni 2000, quando questa era una prassi consolidata. Gli Enti, le Associazioni e le Istituzioni pubbliche e private che possono contribuire a creare situazioni di tutela e benessere fra i cittadini devono essere tutti coinvolti dagli Amministratori comunali.

E’ necessaria anche una sinergia tra Comune, Collaborazione e parrocchie – ad esempio sulle cosiddette sentinelle di quartiere – per il problema delle persone sole (in particolare anziani) o in condizioni di disagio economico/sociale.

 

La sicurezza in era post-Covid 19

La sicurezza, in era post-Covid, riguarda anche l’attenzione alle tensioni sociali, alle solitudini, alle nuove povertà che si affacceranno e ai disagi che saranno inevitabili e dovranno essere gestiti con strumenti anche nuovi e sperimentali. La vigilanza e la raccolta tempestiva delle segnalazioni saranno il primo strumento per garantire interventi rapidi e risolutivi al primo allarme. Nessuno deve avere la percezione di zone del territorio comunale che siano “terra di nessuno”. Il Sindaco è il primo responsabile della sicurezza del suo Comune e un osservatorio permanente garantirà vigilanza e capacità di intervento in concertazione con tutte le forze dell’ordine. Progetti di monitoraggio e di presenza saranno un valore aggiunto per la qualità della vita e la collaborazione attiva di tutti ne sarà la garanzia.

 

L’attivazione del Controllo del Vicinato

Attivare una maggiore sorveglianza sul territorio, può essere uno strumento – anche temporaneo – utile in momenti particolari per superare lo stato d’insicurezza percepita e reale dopo un periodo di isolamento forzato come quello che abbiamo vissuto.

L’efficacia dello strumento del Controllo del Vicinato, modalità volta al rafforzamento della sicurezza reale e percepita, è già stata testata in altri Comuni, dove i cittadini si sono resi disponibili nel monitoraggio e nella segnalazione delle situazione in cui appare utile un sopralluogo delle forze dell’ordine. 

Il Controllo di Vicinato, garantisce una reciproca assistenza tutelando anche gli anziani soli, soprattutto nei punti della città in cui ci sono fattori di rischio dovuti ad esempio alla scarsa illuminazione. Se attuato correttamente, questo strumento contribuisce alla coesione sociale e può attingere a fondi già previsti nel bilancio dalla Regione Veneto. Il percorso deve naturalmente partire dall’apertura di un tavolo di confronto con le associazioni del territorio, la Polizia Locale e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine per proseguire poi con una valutazione accurata dei tempi e dei modi di attuazione.