MARIA
GOMIERATO
SINDACO
patto di stabilità castelfranco veneto

Il “Patto di stabilità” impatta anche a Castelfranco. Scopri perchè!

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Il patto di stabilità è una norma che limita la possibilità di spesa non solo allo Stato ma anche a tutti i Comuni, virtuosi o spreconi che siano, che abbiano o non abbiano risorse proprie, ed è in vigore dal 2002. Una norma che arriva ad impedire il pagamento di lavori o servizi alle ditte che hanno lavorato per un Comune: e ci sono sanzioni se non viene rispettato.

Nel 2009 Castelfranco ha fatto un atto di “disobbedienza civile”: abbiamo scelto di pagare tutte le ditte e le persone che avevano fatto lavori o servizi per il Comune e che chiedevano i loro soldi. Castelfranco era un Comune virtuoso e aveva in cassa tutte le risorse che servivano: la crisi stava battendo forte dopo il dissesto finanziario globale del 2007-2008. Era una stagione in cui si contavano numerosi i suicidi degli imprenditori o dei dipendenti che perdevano il lavoro. Noi abbiamo scelto la strada che salvaguardava le persone e l’economia del territorio. Abbiamo pagato tutti e abbiamo anche lasciato in cassa un “tesoretto” di 20 milioni di Euro nel 2010.

Quale sanzione per il nostro Comune? Per un anno sono stati tagliati del 30% gli stipendi a sindaco e giunta, non si è potuto assumere personale e non si sono accesi mutui. Per un anno soltanto: dal 2011 non c’era più nessuna sanzione, nessuna penalità per il Comune a causa dello sforamento. Il Patto di stabilità continuava però, come prima, come per tutti, a limitare la spesa del Comune. 

La “narrazione” del sindaco Marcon è stata però diversa, come se lo sforamento di un anno avesse provocato restrizioni per sempre. Era per coprire il nulla dei suoi due mandati, uno da sindaco e uno da vicesindaco? Ma perché la Lega non ha lottato invece a Roma per cambiare le regole almeno per i Comuni virtuosi? Anche questo è un fronte sul quale impegnarsi oggi perché, dopo il Covid-19, misure come il Decreto Rilancio o il Recovery Fund possono darci una mano.

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