MARIA
GOMIERATO
SINDACO
annotazioni dopo il ballottaggio

Dopo il ballottaggio, qualche annotazione

annotazioni dopo il ballottaggio

Andare verso il ballottaggio – con 22 punti percentuali di differenza al primo turno – poteva sembrare una corsa inutile ma così non è stato: anche se Marcon lo pensa e il ballottaggio lo eviterebbe, stando alle sue dichiarazioni. Pur nel calo della partecipazione, infatti, passata dal 60 al 47%, il peso dei voti che hanno appoggiato il candidato “meno diverso” dal proprio, ha spostato di molto il risultato portando il vincitore a uno scarto in più di soli 3 punti percentuali. Non è poca cosa. Lo scostamento di Sartoretto, candidato del centro sinistra, è stato infatti di 2.300 preferenze in più mentre quello di Marcon è stato di 1.100 in meno. Più il calo del numero di elettori passati dai 18.000 del primo turno ai 14.500 votanti del secondo, 3.500 persone in meno alle urne.

Marcon ha quindi vinto con 7.358 preferenze, il 51,68%, contro Sartoretto a 6.880, il 48,32%. La maggioranza di Marcon governerà con soli 478 voti di scarto e penso che questo non sia un dato di poco conto. Il Sindaco dovrà farsi qualche domanda rispetto al consenso ricevuto, visto che i cittadini sono divisi a metà fra chi ha scelto lui come guida e chi avrebbe scelto il suo avversario al ballottaggio. Con questo voto si è inoltre confermata la frattura storica centro-frazioni e anche questo è un punto importante sul quale interrogarsi, tutti: una ricucitura fra centro e periferia va ricercata con l’obiettivo dell’equità nell’attenzione e nelle risposte alla domanda di sicurezza e di cura che il territorio ha espresso.

La domanda di cambiamento comunque c’era, si sentiva, un ciclo di 10 anni di governo di consueto porta a un orientamento al cambiamento e questa volta i temi erano forti perché si trattava di salute, di istruzione, di qualità della Città e dell’ambiente. Tanti i cittadini ma anche le Associazioni che con modalità diverse facevano sentire la propria voce e la propria insoddisfazione. Un esempio per tutti, le 20.000 firme raccolte dal Comitato a difesa dell’Ospedale San Giacomo contro le scelte di Regione e comune.

La perdita di 15 reparti, cioè 15 primariati su 20, nel servizio sanitario del nostro Ospedale, ha pesato su tante persone e su tante famiglie oltre che sulle condizioni di lavoro del personale. La salute dovrebbe essere un tema che unisce e non che divide. Ma se metà dei cittadini che alla fine sono andati a votare ti dice che la tua scelta di rinunciare a servizi essenziali in favore di un unico servizio a valenza “nazionale” non li soddisfa e non li tutela, forse devi fare qualche riflessione in più e tener conto di un messaggio forte e trasversale come questo. In fondo un Sindaco i suoi cittadini deve rappresentarli tutti, non solo la metà (o un quarto), e aspettarsi che gli altri accettino rassegnati: parliamo di cittadini, non di sudditi.

Mi aspetto perciò che ci sia da parte del Sindaco un supplemento di riflessione e di dialogo, nell’interesse di tutti, anche di quelli che non lo hanno votato.

Mi aspetto che ognuno operi, nel Consiglio Comunale che si andrà a costituire, nel rispetto del suo ruolo e delle sue prerogative, quelle di maggioranza e quelle di minoranza. A noi, che rappresenteremo la lista “Noi la Civica” e gli elettori che ci hanno sostenuto, il dovere di vigilanza e di controllo, ma anche di proposta e di stimolo alla maggioranza, nell’interesse di tutti i cittadini che vivono in questo nostro Comune, nell’interesse dei loro diritti e delle loro istanze, con l’augurio che da parte di tutti l’obiettivo prioritario sia sempre quello del “bene comune”.

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